Kimere
Il sito di una consulenza per chi vuole studiare all’estero. Dopo un mese l’ho rifatto da capo, di mia iniziativa: stessi servizi, molte meno parole.
- Anno
- 2026
- Ruolo
- Progettazione e sviluppo
- Cliente
- Kimere International Academy & Consulting
- Stack
- Astro · TypeScript · Tailwind CSS · Vercel
- Online
- Vedi il sito
4 min di lettura Pubblicato il · aggiornato il
Un sito per chi vuole studiare all’estero
Kimere è una consulenza fondata da Chiara Pedretti Boraschi. Aiuta gli studenti a scegliere dove studiare e li segue nelle candidature, nelle borse di studio, nei documenti e nell’arrivo, con l’Italia come destinazione principale. Lavora anche con università e agenzie, e tiene corsi di lingua e traduzioni.
Tanti servizi, tre pubblici, due lingue
Kimere fa molte cose diverse, e ognuna ha le sue regole: borse di studio, tasse, ISEE, riconoscimento dei titoli, traduzioni, permessi di soggiorno. Parla poi a tre pubblici che cercano cose diverse: studenti stranieri, studenti italiani, università e agenzie. Il tutto in italiano e in inglese.
La parte difficile era prendere tutto quel contenuto e metterlo in un ordine che si capisse: chi arriva deve trovare la sua strada senza confondersi, e uscire sapendo quello che gli serve.
Funzionava, ma si leggeva male
La prima versione, ad agosto
La prima versione l’ho costruita ad agosto, ed è andata online a settembre. Funzionava, ma io non ne ero contento: avevo fatto errori di grafica e ci avevo messo troppo. Troppe parole, troppe sezioni, le stesse cose spiegate in più pagine. La home contava più di mille parole, la pagina dei servizi più di milleottocento. Leggerlo era faticoso.
Il restyling, di mia iniziativa
Nessuno me l’aveva chiesto. Avevo capito dove avevo sbagliato, e l’ho rifatto: grafica nuova e testi riscritti da capo. Oggi la home fa una domanda sola, «chi sei?», e apre due porte: una per gli studenti, una per università e agenzie. Ogni pagina ha un compito e lo dice in poche righe.
L’ho mostrato a Chiara a lavoro finito. Le è piaciuto.
Ha saputo trasformare un’idea complessa in una piattaforma fluida, veloce e intuitiva.
Chiara Pedretti Boraschi, fondatrice di Kimere
La Terra che non si caricava
Il video della Terra nella hero l’ho generato con Gemini. Ho provato ad aumentarne la qualità con l’upscaling, senza riuscirci davvero.
Il problema vero però era un altro. Su telefono a volte il video non si caricava, e quando si caricava ci metteva tanto. Pesava 1,71 MB, con dentro una traccia audio che nessuno sentiva, e continuava a scaricarsi anche dopo che la pagina ci aveva rinunciato. Il risultato era un video che girava dietro a un velo opaco, senza che nessuno lo vedesse. L’ho ricodificato senza audio e ho fatto una versione verticale per i telefoni da 231 KB, l’86% in meno. Un’immagine ferma si vede subito, e se il video non arriva in due secondi e mezzo il download si interrompe.
Due lingue, controllate a ogni pubblicazione
Prima di ogni pubblicazione un comando controlla che la versione italiana e quella inglese abbiano gli stessi contenuti, che ogni testo sia leggibile sul suo sfondo e che tutte le pagine attese vengano generate. Un sito in due lingue si rompe quasi sempre così: si aggiorna una versione e ci si dimentica l’altra.
Ho lavorato con l’AI per testi, traduzioni e codice. Cosa dire, cosa togliere e in che ordine l’ho deciso io.
Lo stesso sito, molte meno parole
Il sito nuovo è online da ottobre 2026 su kimereconsulting.com, in italiano e in inglese. Nelle cinque pagine che ho rifatto le parole sono scese del 43%, senza togliere un servizio: la pagina per gli studenti è passata da 1.338 a 612 parole, quella su chi siamo da 1.322 a 522.
È un professionista attento ai dettagli, puntuale nelle consegne e sempre pronto a trovare la soluzione migliore di fronte a qualsiasi sfida di sviluppo.
Chiara Pedretti Boraschi, fondatrice di Kimere